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Vino rosso e salute del cuore

  • 23 gen
  • Tempo di lettura: 2 min

Il vino rosso fa davvero bene al cuore?

Facciamo chiarezza, senza miti

Per anni ci siamo sentiti ripetere che “un bicchiere di vino rosso al giorno fa bene al cuore”.


È una delle convinzioni più diffuse quando si parla di salute cardiovascolare.


Ma è anche una delle più fraintese.

Come cardiologo, sento il dovere di chiarire un punto fondamentale: non esistono prove solide per consigliare il vino come strumento di prevenzione cardiovascolare.

Vediamo perché.

Da dove nasce il mito del vino “cardioprotettivo”

L’idea che il vino rosso faccia bene al cuore nasce principalmente da:

  • studi osservazionali condotti decenni fa

  • il cosiddetto “paradosso francese”

  • l’attenzione su alcune sostanze contenute nell’uva, come i polifenoli e il resveratrolo

In questi studi si osservava una minore incidenza di eventi cardiovascolari in popolazioni che consumavano vino in modo moderato.


Maosservare non significa dimostrare una causa.

Quei dati non tenevano conto in modo adeguato di:

  • alimentazione complessiva

  • attività fisica

  • contesto sociale

  • stile di vita globale

Attribuire il beneficio al vino è stato, nel tempo, un errore di interpretazione.

Il vero punto: non è il vino, è l’uva

I presunti benefici associati al vino rosso derivano da sostanze non alcoliche, presenti nell’uva:

  • polifenoli

  • flavonoidi

  • resveratrolo

Queste molecole hanno effetti antiossidanti e antinfiammatori, ma:

  • sono presenti anche in frutta, verdura, legumi

  • possono essere assunte senza introdurre alcol

L’alcol non è il veicolo del beneficio.


È, semmai, il principale problema.


Se togli l’alcol, il beneficio resta.


Se togli l’uva, il beneficio sparisce.

L’alcol e il sistema cardiovascolare: cosa dice la scienza oggi

Le evidenze più recenti sono molto più chiare rispetto al passato.


L’alcol è associato a:

  • aumento della pressione arteriosa

  • maggiore rischio di aritmie (in particolare fibrillazione atriale)

  • aumento del rischio cardiovascolare complessivo

  • effetti negativi dose-dipendenti

Anche piccole quantità, nel lungo periodo, non possono essere considerate “protettive”.

Oggi le principali linee guida internazionali non raccomandano il consumo di alcol per la salute del cuore.

Quindi: chi beve deve smettere?

No. Ed è importante dirlo chiaramente.

La medicina non deve essere moralista.


Se una persona beve vino:

  • per piacere

  • in modo occasionale

  • senza eccedere

non è necessario demonizzare quel comportamento.

Ma è altrettanto importante essere onesti:


Bere vino per “fare bene al cuore” non ha basi scientifiche.

Il messaggio corretto da portare a casa

  • ❌ Non iniziare a bere per motivi di salute

  • ❌ Non giustificare l’alcol come “terapia preventiva”

  • ✅ Se bevi, fallo con consapevolezza

  • ✅ La vera prevenzione cardiovascolare è altrove

E cioè in:

  • alimentazione equilibrata

  • attività fisica regolare

  • controllo della pressione

  • gestione del peso e dello stress

  • sonno adeguato

Il cuore non ha bisogno di vino.


Ha bisogno di stile di vita.



 
 
 
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© 2025 Dr. Alessandro Durante, cardiologo

Iscritto all'Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Milano al n. 41321

Comunicazione inviata all'Ordine dei Medici in data 11/08/2014

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