

Vitamina D e cuore
La vitamina D non è più solo una questione di ossa. Da cardiologo la guardo sempre più come un ormone che parla anche al cuore. Cosa sappiamo oggi: Un documento di consenso italiano, firmato da 31 esperti di 20 università e promosso dall'Istituto Nazionale per la Ricerca Cardiovascolare, ha messo nero su bianco un cambio di prospettiva: l'ipovitaminosi D va considerata un fattore di rischio cardiovascolare modificabile, associata in numerosi studi osservazionali a ipertension


Omocisteina e rischio cardiovascolare
Cos’è l’omocisteina e perché al cuore non piace. Non è colesterolo. È un amminoacido solforato che deriva dalla metionina. In condizioni normali il corpo la ricicla grazie a tre cofattori: vitamina B6, B12 e acido folico. Quando questi mancano, l’omocisteina resta in circolo e inizia a fare danni. Come? Riduce l’ossido nitrico, il nostro vasodilatatore naturale, crea stress ossidativo e rende l’endotelio, il rivestimento interno dei vasi, più rigido e infiammato. Il risultato


Ablazione della fibrillazione atriale con elettroporazione (PFA)
La fibrillazione atriale non è solo “cuore che batte irregolare”. È il rischio di ictus, scompenso, stanchezza che non passa. Oggi possiamo trattarla con la Pulsed Field Ablation (PFA), cioè l’elettroporazione: non usiamo più caldo (radiofrequenza) o freddo (crio), ma brevi impulsi elettrici che aprono microscopici pori solo nelle cellule cardiache responsabili dell’aritmia. Perché è una svolta? Miocardio-selettiva: colpisce il tessuto atriale e risparmia strutture vicine com



















