La placca carotidea
Le carotidi sono le due arterie del collo che portano sangue al cervello. Con gli anni, sulla loro parete interna può formarsi la placca aterosclerotica: un accumulo di colesterolo, cellule infiammatorie, calcio e tessuto fibroso.
Non è "sporcizia" che ostruisce il tubo, ma un processo infiammatorio cronico della parete arteriosa. La placca cresce lentamente, spesso per decenni, e nella maggior parte dei casi non dà alcun sintomo.
Perché può essere pericolosa
• Può restringere il vaso (stenosi) e ridurre il flusso al cervello
• Può diventare instabile, rompersi e liberare frammenti (emboli) che raggiungono il cervello
• In entrambi i casi il rischio è l'ictus o l'attacco ischemico transitorio (TIA)
Chi è più a rischio
• Ipertensione
• Colesterolo LDL elevato
• Fumo
• Diabete
• Età avanzata e familiarità
• Sedentarietà e sovrappeso
Come si scopre
Con l'ecocolordoppler dei tronchi sovra-aortici: un esame semplice, indolore, senza radiazioni, che permette di vedere la placca, misurarne lo spessore e valutare quanto restringe il vaso.
Cosa fare
La diagnosi non significa per forza intervento. Nella maggior parte dei casi la gestione è medica:
✔ controllo di pressione, glicemia e LDL
✔ terapia con statine e, quando indicato, antiaggregante
✔ stop al fumo
✔ attività fisica regolare e alimentazione equilibrata
L'intervento (endoarterectomia o stent) si valuta solo in casi selezionati, in base al grado di stenosi e ai sintomi.
Il messaggio chiave: la placca carotidea è anche un segnale. Indica che l'aterosclerosi è presente e che vale la pena controllare l'intero profilo di rischio cardiovascolare.





















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