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La placca carotidea

4 ott
Tempo di lettura: 1 min

Le carotidi sono le due arterie del collo che portano sangue al cervello. Con gli anni, sulla loro parete interna può formarsi la placca aterosclerotica: un accumulo di colesterolo, cellule infiammatorie, calcio e tessuto fibroso.

Non è "sporcizia" che ostruisce il tubo, ma un processo infiammatorio cronico della parete arteriosa. La placca cresce lentamente, spesso per decenni, e nella maggior parte dei casi non dà alcun sintomo.

Perché può essere pericolosa


• Può restringere il vaso (stenosi) e ridurre il flusso al cervello


• Può diventare instabile, rompersi e liberare frammenti (emboli) che raggiungono il cervello


• In entrambi i casi il rischio è l'ictus o l'attacco ischemico transitorio (TIA)

Chi è più a rischio


• Ipertensione


• Colesterolo LDL elevato


• Fumo


• Diabete


• Età avanzata e familiarità


• Sedentarietà e sovrappeso

Come si scopre


Con l'ecocolordoppler dei tronchi sovra-aortici: un esame semplice, indolore, senza radiazioni, che permette di vedere la placca, misurarne lo spessore e valutare quanto restringe il vaso.

Cosa fare


La diagnosi non significa per forza intervento. Nella maggior parte dei casi la gestione è medica:


✔ controllo di pressione, glicemia e LDL


✔ terapia con statine e, quando indicato, antiaggregante


✔ stop al fumo


✔ attività fisica regolare e alimentazione equilibrata

L'intervento (endoarterectomia o stent) si valuta solo in casi selezionati, in base al grado di stenosi e ai sintomi.

Il messaggio chiave: la placca carotidea è anche un segnale. Indica che l'aterosclerosi è presente e che vale la pena controllare l'intero profilo di rischio cardiovascolare.


Placca carotidea
Placca carotidea

 
 
 

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© 2026 Dr. Alessandro Durante, cardiologo

Iscritto all'Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Milano al n. 41321

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