I fattori di rischio cardiovascolare sono tutti uguali?

14/06/2016

Solitamente quando ci viene posta una domanda come questa la risposta ovvia è "no". E questa volta è la risposta giusta. Non sono tutti uguali per diversi motivi, soprattutto se analizziamo i fattori di rischio classici che sono età, sesso, familiarità per malattie cardiovascolari, ipertensione, fumo, diabete, sedentarietà e dislipidemia. 

Quale è la prima distinzione da fare se non quelli su cui possiamo agire e quelli invece su cui non possiamo fare niente?! E allora, i fattori di rischio CV possono essere:

-NON MODIFICABILI: età, sesso, familiarità;

-MODIFICABILI: ipertensione, fumo, diabete, sedentarietà e dislipidemia.

L'età è forse il principale fattore di rischio per le malattie cardiache, su cui però non possiamo fare niente! Su età e familiarità ci sono però spesso degli equivoci: sapete quando si considera che un paziente abbia familiarità per patologie cardiovascolari? Quando ha avuto in famiglia qualcuno che ha sofferto di queste patologie prima dei 55 anni se uomo, o prima dei 60 anni se donna. Oltre questa età non si parla di familiarità. E perché questa differenza tra uomini e donne? Nonostante la mortalità cardiovascolare per uomini e donne sia simile, l'insorgenza di patologie CV è più precoce negli uomini, a quanto si sa sino ad oggi probabilmente per una azione protettiva degli estrogeni nelle donne sino alla menopausa.

 

E i fattori di rischio modificabili sono tutti uguali? Anche qui la risposta è no. Ipertensione e dislipidemia sono spessissimo presenti nei pazienti che si incontrano tutti i giorni nei reparti e negli ambulatori di cardiologia, così come sedentarietà e alimentazione poco sana. Ma forse quelli che portano con sé un rischio maggiore sono il fumo e il diabete. Sul fumo credo ci sia poco da dire, se non che è necessario smettere il prima possibile per tutti i rischi che porta. Il discorso sul diabete è invece quasi infinito. Il diabete non è solo un fattore di rischio, è una patologia molto complessa e che spesso porta con sé tutti gli altri fattori di rischio. Mi spiego meglio... Lo sviluppo di diabete è associato ad una alimentazione poco sana, alla sedentarietà ed al sovrappeso. Le alterazioni del metabolismo del diabete sono legate allo sviluppo di dislipidemia e il diabete spesso è legato tramite anche un danno renale allo sviluppo di ipertensione. Inoltre, anche per il possibile sviluppo di problemi vascolari alle gambe e di una sofferenza nervosa per i pazienti diabetici è spesso difficile svolgere attività fisica, che invece aiuterebbe nel controllo della patologia. Infine, la neuropatia diabetica porta ad infarti silenti e quindi spesso i pazienti si presentano a me o ai miei colleghi quando la situazione cardiaca è già compromessa.

Per tutti questi motivi il diabete è forse uno dei killer del cuore, tanto che i pazienti diabetici sono considerati come se fossero già cardiopatici da un punto di vista delle misure preventive.

 

 

 

Non tutti i fattori di rischio sono uguali quindi, ma su tutti è importante agire perché ognuno incrementa il nostro rischio cardiaco. Guardate questa interessante diapositiva da uno degli studi già importanti sull'epidemiologia delle malattie cardiovascolari. A parità di età, il rischio cardiovascolare raddoppia all'aggiunta di ogni fattore di rischio e diventa 7 volte maggiore in chi ha tutti i fattori rispetto  chi non ne ha... non poco se pensiamo che le malattie CV sono la prima causa di morte!!

 

 

 

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Comunicazione inviata all'Ordine dei Medici in data 11/08/2014.