Il colesterolo? Più basso è meglio!

06/06/2016

Mi piace sempre iniziare le discussioni con un cenno storico, perché ci aiuta a capire come si sono evoluti i pensieri in medicina. Sino a qualche anno fa, non molti per la verità, quando si parlava dei problemi legati al colesterolo si parlava di ipercolesterolemia. L'associazione tra ipercolesterolemia e arteriosclerosi è noto sin dal 1926. Questo concetto si è però evoluto e ora si parla di dislipidemia, si vanno cioè ad analizzare le frazioni del colesterolo che ci sono nel nostro sangue. Ciò che si è visto è che esiste un colesterolo cattivo, noto come LDL, che è aterogenico, cioè è quello che forma le placche, si accumula nelle nostre arterie e forma i restringimenti che poi causano grossi danni come infarto miocardico e ictus. Ma esiste dall'altra parte un colesterolo buono, anti-aterogenico, noto come LDL e che potremmo raffigurarci come uno "spazzino" che porta via gli accumuli che si sono formati a causa delle LDL. Per essere più precisi gli HDL prevengono gli accumuli, perché una volta formati è difficile se non impossibile eliminarli. Non vi sembra che il tema che prevenire sia meglio che curare ricorra spesso per le malattie cardiovascolari?!

 

La ovvia conseguenza di questa evoluzione ne pensiero è che si è andati ad analizzare quali fossero i livelli ideali sia di LDL che di HDL. La domanda più frequente che si sente sul colesterolo è "qual sono i livelli ideali?". La risposta è... dipende! (Mi sembra di essere a scuola quando non sapevo una risposta!!) Dipende da quale è il rischio cardiovascolare globale di un soggetto, che si deriva mettendo insieme tutti i fattori di rischio. Questo rischio ci indica poi quali siano i livelli desiderabili di LDL. Quindi tanto più è alto il rischio di una persona e tanto più bassi dovranno essere i livelli di LDL, e in contrasto tanto più alti dovranno essere quelli di HDL. Il primo approccio nei soggetti con LDL alto e HDL basso è di tipo dietetico e con miglioramento dello stile di vita. Questo significa ridurre l'assunzione di cibi ricchi di grassi saturi ed aumentare quella di grassi insaturi come omega 3 e 6 (frutta secca, pesce azzurro). A ciò va associato una attività fisica regolare. Solo se il controllo con questi accorgimenti risulta non soddisfacente si può pensare ad una terapia farmacologica.

Ma c'è un limite inferiore per i livelli di LDL e superiore per quelli di HDL oltre il quale non si hanno più benefici? Apparentemente no, nel senso che studi sia in prevenzione primaria (quindi persone che non hanno mai avuto problemi cardiaci) che studi in prevenzione secondaria (quindi persone già cardiopatiche) hanno mostrato che con l'utilizzo delle famose statine il rischio di eventi cardiovascolari si riduce proporzionalmente a quanto si riducono le LDL, senza un valore soglia. Per contro, il rischio cardiovascolare è inversamente proporzionale ai livelli di HDL, cioè quanto maggiore l'HDL tanto minore il rischio di eventi cardiovascolari, anche in questo caso senza valori soglia. 

 

Questo ci mostra che tutti possiamo e dobbiamo volerci bene, mangiare in modo sano e muoverci perché possiamo sempre fare meglio con il nostro colesterolo. Credo che sia importante sapere e capire certi concetti per iniziare il prima possibile a fare prevenzione. La nostra è una società che sta invecchiando, e l'invecchiamento sta portando un aumento delle patologie cardiovascolari che solo con una prevenzione precoce e su larga scala potrà essere fermato, per vivere con serenità e in salute un'età altrimenti potenzialmente ricca di "acciacchi"!

 

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Comunicazione inviata all'Ordine dei Medici in data 11/08/2014.