Liraglutide migliora la funzione ventricolare sinistra dopo STEMI

04/11/2015

L’utilizzo di un ciclo di sette giorni di liraglutide in pazienti con infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI) trattati con angioplastica primaria è associato a un lieve miglioramento della funzione ventricolare sinistra a tre mesi.  Sono questi i risultati principali di uno studio che è stato recentemente pubblicato sull’American Heart Journal.

 

Questo studio ha arruolato un totale di 92 pazienti randomizzati 1:1 a ricevere liraglutide o placebo per sette giorni. Il trattamento è stato iniziato 30 minuti prima dell’angioplastica (1.8 mg) E somministrato da sette giorni dopo la procedura (0.6 mg per 2 giorni, 1.2 mg per 2 giorni, seguito da 1.8 mg per 3 giorni). 85 pazienti hanno completato lo studio. La funzione sistolica del ventricolo sinistro è stata valutata tramite ecocardiogramma transtoracico.

Dopo tre mesi l’endpoint primario, la differenza nella funzione del ventricolo sinistro tra I due gruppi, era a favore del gruppo trattato con +4.1% (95% CI +1.1% to +6.9%) (P < .001). Nel gruppo di pazienti trattato con liraglutide si è assistito a una tendenza verso un minor tasso di no-reflow,  seppur questo dato non ha raggiunto la significatività statistica. Liraglutide ha migliorato significativamente I livelli di iperglicemia da stress (P < .05)  e, in aggiunta, ha portato a cambiamenti favorevoli nei marker di infiammazione e funzione endoteliale.

 

Il trattamento dello STEMI È migliorato in modo significativo con l’introduzione dell’angioplastica primaria, Con una significativa riduzione della mortalità e della morbidità.  Tuttavia una popolazione non indifferente di pazienti continua ad eventi ad avere eventi avversi, e una delle cause è lo sviluppo di no-reflow. Alcuni trattamenti hanno mostrato effetti protettivi nei confronti del no-reflow, seppur non esista ancora una terapia di scelta. In questo studio gli autori valutato quale fosse il ruolo di liraglutide,  sia nel proteggere dal no-reflow che nel migliorare la funzione ventricolare sinistra a distanza.  I risultati ottenuti hanno mostrato che questo farmaco potrebbe portare a un miglior rimodellamento del ventricolo con una migliore funzione ventricolare a distanza, probabilmente riducendo proprio il fenomeno del no-reflow seppur questo dato non abbia raggiunto la significatività statistica.  Si tratta tuttavia di uno studio che ha arruolato una popolazione relativamente piccola, quindi seppur i dati siano incoraggianti andranno confermati da studi più ampi.


 

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