Combinazione perindopril indapamide amlodipina utile e sicura negli ipertesi ad alto rischio

26/06/2014

La triplice combinazione di farmaci antiiprtensivi perindopril-indapamide-amlodipina ha mostrato di essere efficace e sicura in una popolazione di pazienti ipertesi ad alto ed altissimo rischio che non avevano raggiunto un controllo ottimale della pressione arteriosa (PA) con precedenti trattamenti. Sono questi i risultati principali di uno studio recentemente pubblicato sulla rivista American Journal of Cardiovascular Drugs.

Obiettivo dello studio era proprio di valutare la triplice terapia perindopril-indapamide-amlodipina per il controllo della PA in pazienti ad alto rischio con una ipertensione non controllata. Lo studio Perindopril-Indapamide plus AmlodipiNe in high rISk hyperTensive patients (PIANIST) era di tipo osservazionale, in aperto e della durata di quattro mesi.

In totale sono stati analizzati i dati di 4731 pazienti a rischio cardiovascolare alto o molto alto affetti da una ipertensione non appropriatamente controllata nonostante l’assunzione di una terapia medica, e per i quali era possibile assumere una dose fissa della triplice terapia in studio (perindopril 10 mg/indapamide 2.5 mg + amlodipine 5 oppure 10 mg).

La PA media ambulatoriale basale era di 160.5 ± 13.3/93.8 ± 8.7 mmHg. Dopo quattro mesi di assunzione della terapia in studio la PA ambulatoriale si era ridotta di 28.3 ± 13.5/13.8 ± 9.4 a 132.2 ± 8.6/80.0 ± 6.6 mmHg (p < 0.0001). Gli obiettivi di controllo della PA sono stati raggiunti dal 72% dei pazienti, e dell’81% e 91% rispettivamente di coloro che in precedenza erano trattati con ACE inibitore/idroclorotiazide o con sartano (inibitore del recettore dell’angiotensina)/idroclorotiazide. Le variazioni nella PA ambulatoriale sono state di 18.7 ± 8.3/9.7 ± 7.2 mmHg per i pazienti con ipertensione di grado 1 (n = 1,679), 30.4 ± 10.1/14.7 ± 8.6 mmHg per il grado 2 (n = 2,397), e 45.4 ± 15.1/20.7 ± 12.1 mmHg per il grado 3 (n = 655; all p < 0.0001).

Nei pazienti sottoposti ad Holter prossorio (n = 104), la PA delle 24 ore si è ridotta da 147.4 ± 13.8/82.1 ± 11.9 a 122.6 ± 9.1/72.8 ± 7.4 mmHg (p < 0.0001). Il verificarsi di edemi declivi è stato molto infrequente (0.2% dei pazienti).

Il trattamento dell’ipertensione si basa su diversi farmaci di classi diverse che molto spesso necessitano di essere combinati tra loro, sia per ottenere un soddisfacente controllo pressorio che per ridurre il numero di effetti collaterali legati alla terapia. Sempre maggiore attenzione stanno assumendo le terapia di combinaizone, in cui più principi attivi vengono somministrati unitamente in modo da migliorare anche la compliance terapeutica del paziente. Questo interessante studio mostra come l’assunzione combinata di tre farmaci antiipertensivi (perindopril 10 mg/indapamide 2.5 mg + amlodipina 5 o 10 mg), singolarmente efficace e sicuri, sia anch’essa notevolmente efficace e sicura anche in un gruppo di pazienti ad alto rischio cardiovascolare in cui il controllo pressorio si sia già dimostrato difficile. Ciò che rimane da valutare è quale sia l’impatto di nuove metodiche, come ad esempio la denervazione renale, nel controllo dell’ipertensione non responsiva al trattamento medico. 

Tóth K1; PIANIST Investigators. Antihypertensive efficacy of triple combination perindopril/indapamide plus amlodipine in high-risk hypertensives: results of the PIANIST study (Perindopril-Indapamide plus AmlodipiNe in high rISk hyperTensive patients). Am J Cardiovasc Drugs. 2014 Apr;14(2):137-45. doi: 10.1007/s40256-014-0067-2.

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