L'infarto miocardico (o sindrome coronarica acuta)

 

L’infarto è la morte di una parte del muscolo cardiaco (miocardio). Questo è dovuto ad un restringimento delle arterie che portano il sangue al cuore. Questo restringimento può essere lento nel tempo con la formazione di placche che riducono via via il passaggio sino al manifestarsi dei sintomi, oppure può essere improvviso con la formazione di un coagulo (trombo) di sangue che occlude l'arteria.

In caso di sintomi IN CONDIZIONI DI RIPOSO come dolore toracico, oppressione toracica, peso allo stomaco e altri sintomi che possono suggeririe una ischemia al cuore è importante andare il più presto possibile in pronto soccorso, preferibilmente con mezzi di soccorso. Prima inizia la terapia per l'infarto e più cuore verrà salvato. In più, il rischio durante l'infarto è che si abbiamo aritmie pericolose per la vita se avvengono lontano dall'ospedale, ma che possono essere facilmente trattate in questo contesto.

 

Quante persone e chi colpisce

L'incidenza di infarto varia a seconda delle are geografiche e del tipo di infarto considerato. Sicuramente è possibile dire che l'incidenza di infarto aumenta notevolmente con l'avanzare dell'età. 

 

Fattori di rischio

I fattori di rischio del’’infarto del miocardio  sono:

  • Età

  • Colesterolo elevato   (aumento della colesterolemia totale >200 mg/dl in presenza di una quantità bassa di colesterolo HDL <50 mg/dl)

  • Ipertensione arteriosa (>140/90mmHg)

  • Diabete mellito

  • Fumo

  • Sovrappeso/obesità (indice di massa corporea >25 kg/m2)

  • Familiarità (genitori, fratelli/sorelle, figli) per  infarto, ictus in giovane età (<55 anni per gli uomini e <65 anni per le donne)

  • Sedentarietà (scarso movimento fisico!)

Questi fattori sono spesso la conseguenza di uno scorretto stile di vita: alimentazione troppo abbondante e ricca di sale, grassi animali e colesterolo, e povera di fibre, ridotta attività fisica e abitudine al fumo di sigarette.

 

Quando sospettare l'infarto

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cosa fare in caso di infarto o di sospetto

La cosa più importante da fare in caso di sospetto di infarto è quella di recarsi in un pronto soccorso, meglio se chiamando i mezzi di soccorso. Il sospetto di infarto si basa sulle caratteristiche dei sintomi, ma la diagnosi finale può essere fatta solamente con un elettrocardiogramma e, in non pochi casi in cui anche quest'ultimo non è risolutivo, con dei prelievi di sangue. In pronto soccorso può essere fatto anche un ecocardiogramma per vedere come è la funzione del cuore e per escludere altre cause di dolore toracico.

 

Terapia

In pronto soccorso vengono somministrati diversi farmaci per ridurre la sofferenza del cuore. Alcuni di questi, i farmaci antiaggreganti e anticoagulanti, riducono la formazione del coagulo che come abbiamo visto può essere alla base dell'infarto. Altri "mettono a riposo" il cuore e quindi lo preservano in parte dal danno legato all'infarto, e nello stesso tempo riducono il rischio di aritmie pericolose.

La terapia oggi riconosciuta come migliore per l'infarto è quella di "riaprire" le arterie otturate, più spesso con il "palloncino" (cioè l'angioplastica) e con uno stent (una reticella metallica che tiene aperta l'arteria). In alcuni casi può essere necessario ricorrere ad un bypass.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prevenzione

L'infarto del miocardio può essere prevenuto trattando i fattori di rischio (es. ipertensione arteriosa, diabete mellito ecc) e modificarndo il proprio stile di vita. In particolare è importante:

  • Seguire un'alimentazione sana, ricca di fibre (frutta e verdure) e pesce, povera di grassi saturi (quelli di origine animale, carni rosse, salumi, insaccati, formaggi) e con il giusto contenuto di calorie La verdura e la frutta sono molto importanti perché oltre ad essere ricchi di fibre, sono molto  ricche di potassio: una alimentazione del genere tipica dell’area mediterranea dei primi anni ’60 aiuta ad abbassare la pressione di circa 8-14 mmHg

  • Ridurre gradualmente la quantità di sale aggiunto alle pietanze e i cibi saporiti (dado da cucina, cibi in scatola, carne, tonno, sardine, alici ecc, salse, sottaceti, formaggi, salumi e insaccati) e la quantità di cibo che si mangia.La quantità di sale introdotto nella alimentazione, infatti, dipende sia dal sale aggiunto da noi nella preparazione del cibo, sia dalla quantità di cibo che si mangia.La quantità di sale che si consuma nella giornata non dovrebbe superare i 5 grammi al giorno (un cucchiaino da tè). E’ interessante notare che un etto di prosciutto crudo contiene già i 5 grammi di sale raccomandati per l’intera giornata.E’ importante quindi leggere sempre l’etichetta dei prodotti confezionati che comperiamo, in modo da valutare la quantità di sale: se si mangia un prodotto salato è importante compensare con un altro senza o con basso contenuto di sale.Consumare non più di 5 g di sale al giorno riduce la pressione arteriosa fino a 6-8 mmHg.

  • Limitare il consumo di alcol (non più di 1 bicchiere di vino al giorno per le donne, non più di 2 per gli uomini)Con la riduzione dell’alcool la pressione si può ridurre di 2-4 mmHg.

  • Scendere di peso, in caso di sovrappeso/obesità: ogni 10 Kg di peso persi, la pressione arteriosa si riduce di circa 5-10mmHg.

  • Praticare regolare attività fisica aerobica (almeno 30 minuti di camminata a passo veloce, bicicletta, nuoto, per almeno 5 volte/settimana): l’aumento dell’attività fisica produce la riduzione di 4-9 mmHg.

  • Smettere di fumare

Esempio di coronaria destra occlusa in corso di infarto (a sinistra) e pervia dopo esecuzione di angioplastica primaria (a destra).

Il sintomo più caratteristico dell’infarto è il dolore, che può restare localizzato e limitato al torace o irradiarsi alle spalle e alle braccia (più comunemente il sinistro), al collo, alla mandibola, ai denti, al dorso. Il dolore può assumere la caratteristica di oppressione toracica (come una  morsa  stretta  intorno  al torace o come un peso che schiaccia il torace) o di mal di stomaco, come per un’indigestione, e dura in genere 20  minuti o più. In caso di infarto il dolore viene generalmente a riposo, ma può iniziare durante uno sforzo e non terminare quando si smette.

L’infarto  può  dar  segno  di  sé  anche   con  altri   sintomi:   affanno improvviso   (dispnea),   sudorazione   fredda,   nausea  e   vomito, svenimento, vertigini improvvise, stato d’ansia, debolezza marcata e improvvisa (astenia). È importante ricordare che l’infarto rappresenta un’emergenza. Nel sospetto che si stia verificando un infarto è necessario non perdere tempo (le ore successive all’infarto sono gravate dal rischio di morte improvvisa) e chiamare immediatamente il 118 per essere trasportati da un’ambulanza verso l’ospedale più vicino.

© Alessandro Durante - 2014-2018

Il Dott. Durante è iscritto all'Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Milano al n. 41321.

Comunicazione inviata all'Ordine dei Medici in data 11/08/2014.